Dal vino di serpente ai ragni fritti: 10 cibi strani dal mondo

di RicetteDalMondo.it (aggiornata il 24-05-2022)

Se pensate che coratella, lumache e sanguinaccio siano cibi strani, vi ricrederete scoprendo le “prelibatezze” provenienti dal resto del mondo.

Ricetta Dal vino di serpente ai ragni fritti: 10 cibi strani dal mondo

Teste puzzolenti di pesce, porcellini d’India in umido e uova di formica sono solo alcune delle stranezze gastronomiche che l’Estero ci riserva. Se tra i cibi strani giapponesi gli occhi di tonno vanno alla grande, in Messico il fungo sviluppato dalle pannocchie di mais rappresenta un alimento versatile sia nell’ambito della cucina casalinga che da ristorante.

Se siete schizzinosi a tavola o non troppo disposti ad allargare i vostri orizzonti culinari non proseguite nella lettura, altrimenti lasciatevi andare alla scoperta dei cibi più strani del mondo.

 

Di seguito ne trovate 10 che vanno ben oltre le classiche pietanze etniche che tutti conosciamo e che spesso gustiamo comodamente seduti al tavolo del ristorante di turno. Non aspettatevi, insomma, il classico involtino primavera.

Vino di serpente

Non adatto ai deboli di stomaco, il vino di serpente altro non è che una bevanda alcolica prodotta in Cina. Si ottiene mettendo in infusione nell’alcool dei serpenti interi. E’ reperibile anche nel Sud est Asiatico, dove si ritiene vanti proprietà curative.

Escamoles

Reperibili in Messico, le escamoles sono le larve e le uova delle formiche nere giganti. Vengono diffusamente utilizzate in cucina e mangiate sia crude che cotte (in umido o fritte). Non sono particolarmente economiche: il loro costo è infatti piuttosto alto a causa della loro raccolta, resa molto difficoltosa dalle punture urticanti delle formiche. Costituiscono spesso il ripieno dei tacos.

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Huitlacoche

huitlacoche

Ancora il Messico ci delizia con una chicca. Dietro tale misterioso nome – huitlacoche – si nasconde il mais andato a male. Si tratta, nello specifico, di un fungo che si sviluppa all’interno delle pannocchie di mais, il quale le deforma. Nella cucina messicana rappresenta un alimento versatile: viene utilizzato nelle zuppe, unito al ripieno dei tamal, delle crepes e di tanto altro.

Occhi di tonno

In Giappone costituiscono una ghiotta pietanza. Nel resto del Mondo li si guarda, probabilmente, con un certo ribrezzo. Chi li ha assaggiati conferma che il sapore è quello delle uova bollite. In umido o appena scottati in padella, vanno a ruba dagli anni 90.

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Muktuk

Tradotto, altro non è che la pelle, completa di grasso, della balena. E’ regolarmente consumato in Canada, Groenlandia e Russia. Viene mangiato crudo anche se, dicono, sia buono impanato e fritto.

Beondegi

Spostiamoci nella Corea del Sud dove potreste ritrovarvi a gustare un “delizioso” antipasto a base di crisalidi dei bachi da seta. Queste, fatte lessare in acqua o semplicemente cotte in umido, rappresentano uno street food da mangiare condito con delle salse speziate.

Il sapore? Ricorda vagamente il legno.

Cuy

In Perù, Equador e Colombia va alla grande. Si chiama cuy ed è il comune porcellino d’India. Così come i suini nostrani, viene cotto con le verdure dando vita a dei discutibili – per noi – stufati, o fritto in padella risultando molto amato da adulti e bambini.

Frittelle di sangue

Le frittelle di sangue preparate in Svezia e Finlandia, in realtà non sono poi molto lontane dal nostro sanguinaccio. La differenza sta nel fatto che vengono spesso servite con la renna arrosto. Le frittelle sono a base di sangue fresco.

Tepa

In Alaska del pesce non si butta via niente, ed è per questo che le teste (e le interiora) dei salmoni e non solo, vengono gelosamente custodite all’interno di una botte che viene sepolta sotto terra per circa una settimana - o più - al termine della quale il cibo, finalmente fermentato, può essere mangiato.

Ragni fritti

ragni frittiIn Cambogia sono molto apprezzati tanto da rappresentare una vera prelibatezza. I ragni fritti sono considerati una sorta di spuntino. Tuffati, da vivi, nell’olio bollente, vengono prima intinti in una pastella a base di glutammato monosodico, zucchero e sale.

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