Come cucinare con l’amaranto

di Marianna Pascarella ()
Come cucinare con l'amaranto

Vuoi provare l’amaranto ma non sai come cucinarlo? Ecco come preparare piatti squisiti con questo pseudo-cereale gluten free e dalle incredibili proprietà nutrizionali.

I cereali sono alla base della nostra alimentazione e il motivo è presto detto: sono la risorsa principale di carboidrati e in più sono una fonte irrinunciabile di fibre, vitamine del gruppo B e sali minerali. Ovviamente ogni cereale ha le sue specifiche caratteristiche nutrizionali, per questo è importante inserire il maggior numero possibile di cereali nella propria dieta quotidiana.

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Oltre a frumento, riso, mais e orzo, ci sono tanti altri cereali che puoi divertirti a cucinare per preparare piatti squisiti. Tra questi possiamo annoverare anche l’amaranto, che pur non essendo “botanicamente” un cereale è considerato tale per le sue proprietà nutritive simili appunto agli alimenti di questa categoria.

Le origini dell’amaranto

L’amaranto è infatti una pianta proveniente dal centro e sud America che, oltre a dare il nome ad una bellissima tonalità di rosso che somiglia a quella dei suoi fiori coloratissimi, ci regala anche dei semi squisiti e dalle straordinarie caratteristiche nutrizionali.

I semi dell’amaranto erano molto importanti nella dieta delle popolazioni precolombiane, tanto che gli Atzechi li chiamavano "il grano degli dei". Fu l’arrivo dei Conquistadores a frenare la diffusione di questo alimento, tanto che il loro utilizzo venne letteralmente messo al bando per essere riscoperto solo molti secoli dopo.

Le proprietà dell’amaranto

Oggi l’amaranto sta conoscendo una fase di rinascimento prevalentemente in virtù della scoperta delle sue eccezionali proprietà nutritive. Oltre ad apportare una grande quantità di energia (circa 370 calorie ogni 100 g), l’amaranto contiene molte più vitamine, sali minerali e proteine di qualità rispetto a frumento, riso e mais e in più è totalmente senza glutine, tutte qualità che lo rendono l’alimento ideale per vegetariani, vegani e celiaci.

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L’amaranto in cucina

Dell’amaranto non si butta via praticamente niente. Se ne possono usare i semi interi o ridotti in farina oppure le foglie fresche. Oggi è abbastanza semplice trovare i semi di amaranto nei negozi bio o sugli scaffali dei supermercati più forniti, mentre le foglie (che si preparano un po’ come gli spinaci) sono un po’ più difficili da reperire.

I semi hanno un sapore dolciastro e piuttosto delicato, che secondo alcuni nasconde un vago sentore di nocciola. Per cucinarli bisogna per prima cosa lavarli per bene e poi possono essere bolliti in acqua o brodo per circa mezz’ora nella proporzione di 2 parti di liquido per ogni parte di amaranto.

Una volta passati 20/30 minuti dall’inizio della cottura, spegni il fuoco e copri la pentola con un coperchio per far riposare i semi prima di condirli. Puoi usare l’amaranto come un ottimo sostituto del riso e di altri cereali sia per preparare insalate fredde e zuppe gustose – soprattutto in abbinamento verdura, pesce e legumi – sia per realizzare dolci originali, come biscotti e barrette energetiche.

Una piccola curiosità: se cotti in padella i semi di amaranto diventano degli originalissimi e minuscoli pop corn. Prova a preparare i pop corn di amaranto come se fossero semplici chicchi di mais, ci vorranno solo pochissimi secondi. E con qualche cucchiaio di cioccolato fuso e un bel pizzico di sale sarà impossibile resistergli!

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