10 curiosità sul cioccolato, dai Maya al cinema horror

di Marianna Pascarella ()
10 curiosità sul cioccolato

Dall’America all’Europa il cacao ha conquistato il mondo con la sua bontà. Ecco la top 10 delle curiosità sul cioccolato che non puoi non sapere se sei un vero choco-lover.

Cioccolato: C’è davvero qualcuno che sa resistere a questo alimento paradisiaco? Adorato dai bambini così come dagli adulti, il cioccolato è sicuramente al primi posti della top ten dei cibi più amati del mondo, se non al numero uno.

Comfort food per antonomasia, il cioccolato sa farci ritrovare il buonumore e regalarci un sorriso anche nelle giornate più buie. D’altra parte ogni cosa è infinitamente più buona quando è ricoperta di cioccolato, sei d’accordo con me?

Scherzi a parte, se ci pensiamo bene, tantissimi dei dolci delle feste o delle merende con cui siamo cresciuti sono a base di cacao o cioccolato. Forse è proprio per questo che siamo in molti ad amare questo alimento speciale, venerato un po’ come si fa con i ricordi più belli della nostra infanzia.

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Anche se lo conosci fin dalla culla e se sei cresciuto a furia di pane e cioccolato, scommetto però che ci sono tante cose che non sai su questo nettare divino. Ecco 10 curiosità sul cioccolato che (forse) non conosci ancora.

I Maya e le prime coltivazioni di cacao

Il cioccolato è il risultato di particolari lavorazioni dei semi della pianta del cacao, un albero sempreverde originario dell’America centrale che può diventare alto anche 10 metri. Ma lo sapevi che i primi coltivatori di questa pianta curiosa furono i Maya attorno al 1000 a.C.?

Le prime colture di cacao si trovavano nella zona della penisola dello Yucatan, tra quelli che sono oggi il Messico e il Guatemala. Dai frutti raccolti si ricavavano i semi (anche chiamati fave) del cacao, che venivano poi macinati. Mescolando i semi macinati di cacao con acqua bollente, i Maya ottenevano una bevanda preziosa, riservata esclusivamente a sovrani, nobili e guerrieri. Questa antenata della nostra cioccolata calda prendeva il nome di "chacauhaa" o "chocolhaa", che significa letteralmente "acqua calda".

Maya

Fave di cacao: una golosa moneta di scambio

Dopo i Maya, anche gli Aztechi riconobbero immediatamente il valore del cacao. Anzi, lo consideravano così prezioso che lo usavano proprio come una moneta di scambio. Al tempo di Montezuma II le fave di cacao erano utilizzate negli scambi commerciali oltre, che per il pagamento degli stipendi e delle tasse. Il valore? Non è semplice rapportarlo a una moneta dei giorni nostri. Le fonti ci dicono che bastava una fava di cacao per acquistare un tamale, un involtino di farina di mais ripieno di carne e verdure e avvolto in foglie di mais o banane, 8 per un coniglio e 100 per uno schiavo.

Fave di cacao

Un vero "cibo degli dei"

In tanti sono convinti che il cacao sia un cibo divino. E in realtà lo è, letteralmente! Il nome scientifico della pianta del cacao è infatti Theobroma cacao. Il termine “cacao” è di origine maya e proviene dalla locuzione "kakaw uhanal", che significa proprio “alimento degli dei”. La parola "theobroma", invece, è di origine greca e significa "cibo di Dio", ricalcando proprio la locuzione maya. Insomma, un prodotto divino al quadrato!

Cacao

In Europa con Cristoforo Colombo

Per l’arrivo del cacao in Europa dobbiamo invece aspettare il XVI secolo. A portare nel Vecchio Continente le prime fave di cacao fu infatti Cristoforo Colombo, che le riportò come dono ai re spagnoli in seguito al suo quarto viaggio in America. Isabella e Ferdinando, però, non diedero grande valore a questo cibo, il cui uso impiego rimase sconosciuto fino al 1556. È in questa data che un viaggiatore anonimo descrisse nelle sue memorie di viaggio il lungo processo di preparazione della cioccolata calda, scrivendo così la prima ricetta a base di cioccolato della storia.

Cioccolata calda

Una medicina non così amara…

Dal XVI secolo in avanti, la cioccolata calda si diffuse negli ambienti nobili e borghesi di tutta Europa. Il suo consumo, oltre ad appagare il palato sembrava portare un benessere diffuso e benefici per l’organismo, tanto che Antonio Colmenero de Ledesma, un medico spagnolo operante nel Seicento, ne teorizzò addirittura un uso terapeutico. Lo scienziato mise così a punto una ricetta a base di uova, cacao, zucchero e acqua, che sosteneva essere efficace per contrastare infertilità, problemi di digestione e anche malattie serie come la tubercolosi.

Cioccolata calda

Il cioccolato di Maria Antonietta

E proprio a una medicina è legata una delle curiosità cioccolatose che riguardano la regina Maria Antonietta. La moglie di Luigi XVI è nota per essere stata molto golosa di cioccolato, così tanto che leggenda vuole che non si allontanasse mai dalla reggia di Versailles senza il suo maître chocolatier di fiducia, tal Sulpice Debauve. Fu lui infatti ad inventare un ingegnoso e dolce metodo per far assumere alla sovrana le medicine di cui aveva bisogno e che, a causa del sapore ben poco gradevole, la sovrana detestava. Debauve decise, infatti, di addolcirle creando con esse dei cioccolatini tondi, che battezzò con il nome di "pistoles". L’abitudine di Maria Antonietta diventò subito di moda nella classe nobiliare parigina dell’epoca. Così i cioccolatini a forma di moneta (senza medicina) divennero una ricercatezza senza pari, sia prima sia dopo la rivoluzione francese.

Debauve e suo nipote Antoine Galles, infatti, fondarono una cioccolateria di lusso che esiste ancora oggi. E indovina qual è il prodotto di punta del negozio? Le pistoles ovviamente!

Cioccolato pistoles

J. S. Fry and Sons: la prima barretta da passeggio e il primo uovo di cioccolato

Dalla forma tondeggiante delle pistole ai quadrotti delle barrette di cioccolato che conosciamo oggi il passo fu più lungo di quanto ci possiamo immaginare. I cioccolatini infatti erano concepiti come prodotti della pasticceria mignon, da consumare con eleganza sorseggiando una tazza di caffè o di tè. E, diciamocelo, le barrette di cioccolato non sono proprio un finger food.

Bisogna aspettare il 1847 per vedere la nascita della prima barretta di cioccolato che assomigli a quelle che compriamo noi oggi. Ad inventarla furono tre fratelli: Richard, Francis e Joseph Fry, figli del fondatore della fabbrica cioccolatiera J. S. Fry and Sons di Bristol, in Inghilterra.

La barretta, prodotta su scala industriale, fu distribuita con il nome di Chocolat Délicieux à Manger ed era pensata per essere così pratica sia da mangiare che da conservare che poteva essere facilmente portata con sé a passeggio. La ricetta combinava cacao in polvere, zucchero e burro di cacao, ottenendo un impasto caldo che fosse così modellabile che si prestava a assumere praticamente qualsiasi forma. Non ci sorprende infatti che 26 anni dopo fu proprio la J. S. Fry and Sons a lanciare sul mercato un altro prodotto a base di cioccolato dalla forma peculiare e destinato ad arrivare fino a noi: il primo uovo pasquale di cioccolato.

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Cioccolato

Gli alchimisti svizzeri del cioccolato

Per ora siamo volati dall’America alla Spagna, dalla Francia all’Inghilterra, eppure, quando pensiamo al cioccolato di qualità, il primo paese che ci viene in mente è la Svizzera. Lo sai come mai?

Il motivo è che è proprio in questo paese che per la prima volta si trovò la formula perfetta per unire il cioccolato al latte in un insieme omogeneo e vellutato. A farlo furono due vicini di casa che abitavano nel paesino svizzero di Vevey, sulle rive del Lago di Ginevra: Daniel Peter e Henri Nestlé. L'ingrediente segreto era il latte in polvere, un alimento altamente digeribile che fu brevettato proprio da Nestlé con l’obiettivo di alimentare i neonati che non potevano essere nutriti al seno. Da questo primo brevetto si passò in breve alla fondazione dell’azienda svizzera che prende il nome proprio da Henri Nestlé. Il resto è storia.

Cioccolato splatter

Con il tempo i brevetti di prodotti al cioccolato si moltiplicarono a vista d’occhio. Tra le invenzioni novecentesche c’è lo sciroppo al cioccolato, perfetto come topping per i gelati o per i pancake. Ma lo sciroppo al cioccolato vanta anche una lunga “carriera” nel cinema, tanto da essere comparso perfino in una delle scene più celebri della storia cinematografica: la scena della doccia del film di Alfred Hitchcock Psycho. All’epoca dei film in bianco e nero, infatti, lo sciroppo al cioccolato era utilizzato in cui era per simulare il sangue. Con il debutto dei film a colori l'uso dello sciroppo al cioccolato per le scene più splatter si è molto ridotto, ma non azzerato: si usa ancora per rendere più denso il sangue finto di film e serie tv e per preparare la miscela commestibile che si usa in quelle particolari scene in cui un attore finge di tossire sangue.

I principali paesi produttori di cacao

La produzione mondiale di cacao si concentra oggi per più del 55% in due Paesi africani: la Costa d'Avorio, che ne produce circa 1.450.000 tonnellate all’anno, e il Ghana, che segue al secondo posto con 835.500 tonnellate.

Nel 2014 l’italiana Ferrero insieme alle altre principali aziende produttrici di cioccolato, come Mars, Hershey e la già ricordata Nestlé, si sono unite nella CocoaAction, un’associazione pensata per rendere più sostenibile la produzione di cacao, attraverso la collaborazione tra la grande industria e i governi dei due Stati, con l’obiettivo di migliorare la vita delle popolazioni locali e di preservare l’ambiente.

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