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ARGOMENTO: Il Binge Eating Disorder

Il Binge Eating Disorder 5 Anni 8 Mesi ago #13546

  • cicetta85
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Da \"Il corriere della Sera\"

Abbuffarsi in solitudine. Di più: di nascosto, in modo compulsivo, come se si fosse costretti da una forza superiore. E senza neppure sentire il sapore del cibo. Ingozzarsi fino a non poterne più, per poi vergognarsi di avere perso il controllo di sé. Ricadere in questo incubo più volte la settimana, per mesi e mesi, fino a perdere la stima di se stessi e correre il rischio di ammalarsi di depressione, diabete, problemi gastrointestinali. È questo l\' identikit di chi soffre di binge-eating disorder(ovvero, alimentazione frenetica), tracciato dalla Mayo Clinic degli Stati Uniti: in un dossier lanciato su internet (Binge-eating disorder-MayoClinic.com) gli specialisti statunitensi puntano il dito su questo comportamento ormai così diffuso da far ritenere che possa essere considerato un disordine alimentare a sé stante e, come tale, da affrontare e curare ma, soprattutto, da prevenire. Questo particolare comportamento alimentare, che porta a divorare grandi quantità di cibo quasi contro la propria volontà e, nelle forme più gravi, ha punti in comune con la tossicodipendenza, è studiato da decenni. Ma oggi si sta diffondendo in modo particolare, anche a causa della perdita del rapporto naturale uomo-cibo: molti mangiano in fretta, fuori orario, con un totale disinteresse per il gusto del cibo.

NON SEMPRE SI INGRASSA - Chi soffre di questo disturbo - che può arrivare a colpire 4 persone su 100 nei Paesi più sviluppati - non sempre ingrassa. Molti mantengono, infatti, un peso normale, ma, contrariamente a quanto capita ai bulimici, chi soffre di binge-eating non vomita per smaltire le migliaia di calorie (anche 10mila) ingoiate con l\' abbuffata compulsiva (che in media dura un paio d\' ore, ma che può continuare anche per un\' intera giornata). Per compensare l\' eccezionale introito calorico, è infatti più probabile che chi è vittima del binge-eating cerchi di adottare diete da fame, finché non ce la fa più a controllarsi. E tutto ricomincia daccapo. «Le conseguenze di questo comportamento alimentare possono essere anche drammatiche. Diete troppo rigide e squilibrate non fanno che aggravare, come è facilmente intuibile, le ricadute in comportamenti compulsivi. E poiché chi ne soffre, tende a riempirsi lo stomaco con alimenti grassi, dolci (facendo mancare proteine, vitamine e sali) si possono manifestare stati di malnutrizione, sia nei magri sia negli obesi e complicazioni che possono andare dalla depressione al diabete, dalla pressione alta, al frequente mal di testa» spiega Angela Polito, dell\' Istituto nazionale di ricerca per l\' alimentazione e la nutrizione di Roma. Ma da che cosa può nascere questo disordine alimentare? Gli studi hanno dimostrato che depressione, ansia e altri disturbi mentali possono rappresentare un terreno fertile. Ma possono avere un ruolo anche cause fisiche.
TRASMETTITORI CHIMICI - Queste forme di dipendenze dal cibo potrebbero essere riconducibili anche ad un alterato funzionamento dei trasmettitori chimici cerebrali e del sistema nervoso centrale che regola l\' appetito. Alterato funzionamento che farebbe parte del patrimonio genetico e sarebbe, quindi, ereditario. Il principale fattore di rischio, su cui gli esperti puntano i riflettori, è comunque (come per anoressia e bulimia) l\' abitudine a seguire diete ristrette, alla rincorsa di una magrezza esasperata. La cura di questo disturbo passa attraverso rieducazione nutrizionale e terapie psicologiche di sostegno. Esistono anche farmaci che possono aiutare nella fase iniziale. Ma è di particolare importanza la prevenzione che, secondo la Mayo Clinic, dovrebbe iniziare fin dall\' infanzia. I genitori dovrebbero insegnare ai bambini a mangiare bene, senza prenderli in giro se hanno qualche etto in più. A chi poi fosse già caduto nel circuito dell\' abbuffata incontrollata, gli studiosi suggeriscono non solo di seguire diligentemente le terapie consigliate dal medico, ma anche di evitare le diete. Il piatto troppo vuoto può scatenare la ricerca del piatto troppo pieno. Secondo consiglio della Mayo Clinic: far sempre una prima colazione. Tra le vittime del binge-eating molti tendono a saltarla, ma questo può portare, poi, a ingozzarsi. Terzo: non riempire esageratamente il frigo, per evitare le tentazioni. Infine, nutrirsi in modo equilibrato per limitare le richieste dell\' organismo e stare con gli altri:l\' isolamento può facilmente portare dritti al frigorifero.\"
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